Matteo Martini

Artcraft work on canvas

 

L’evento “Voci di Lombardia” ha avuto tra i suoi protagonisti l’artista milanese Matteo Martini, autore dell’opera “Lomellina on my Mind”, una tela dipinta che al momento misura 14 metri di lunghezza (per 40 cm), ma che quando sarà terminata raggiungerà la lunghezza di 20 metri. Quest’opera, concepita per l’incontro organizzato da Rosso Lirico di Celpenchio, ha letteralmente avvolto in un ideale abbraccio tutti i partecipanti all’evento del 20 ottobre. Fuori l’autunno della Lomellina reale, umida, un po’ nebbiosa e dai colori smorzati; dentro, nella sala di Rosso Lirico, il fuoco che arde nel camino, il pubblico, i poeti Luca Ariano e Valerio Giberti, l’attore Ezio Ferraris e le Stellerranti – Cinzia Bauci e Pierantonio Gallesi – autori di un grande “piccolo” recital, vero momento di magia in musica.  “Lomellina on my Mind” di Matteo Martini è il frutto di un intenso e intimo dialogo tra artista e paesaggio; una Lomellina così interpretata e resa su tela non si era mai vista, opera unica nel suo genere, che meriterebbe di essere accolta in uno dei musei del territorio. Una nota sulla tecnica adottata: dapprima una traccia al tratto riportata su tela con pennarello indelebile, quindi passata con il ferro da stiro per fissarla, poi dipinta con i mordenti e con l’uso della candeggina per rendere la luce, i chiaro-scuri e le trasparenze; in più l’uovo che agisce come addensante per definire sul supporto le campiture cromatiche. “Lomellina on my mind” è la visione innamorata di un artista che viene dalla grande città, il cui occhio vede ciò che ai più è divenuto invisibile. Martini ha potuto apprezzare la bellezza di questa terra, giorno per giorno, stagione dopo stagione, fatta di composta essenzialità e cambiamenti minimi, quasi impercettibili; ne ha ammirato il respiro largo, l’orizzonte sconfinato e infinito, vasto quanto il cielo che si specchia nelle sue risaie e nei suoi fiumi, le geometrie piane segnate dai campi, dai fossi, dai filari di pioppi, interrotte dalle rare verticalità di alberi isolati, campanili, vecchie cascine. Ne ha amato il silenzio, anch’esso così essenziale e metafisico.  I colori sono altrettanto essenziali e minimi: il nero dei contorni precisi, che ricordano il nitore e la precisione di alcuni paesaggi giapponesi, il bianco, i grigi e un’ocra quasi impalpabile a dare le profondità e i chiaroscuri.  Tutto ciò traspare dall’opera, che si dipana come la pellicola di un film, work in progress sempre ampliabile. È l’esaltazione dell’anima “orizzontale” e liquida della terra che rappresenta, del lavoro dell’uomo che l’ha pazientemente modellata nel tempo e trasformata, della sua bellezza e fragilità. È un “vocabolario” per immagini che ci restituisce l’epos più vero e profondo della Lomellina

 

Marco Beretta

This composition is made to be able to be changed , the combinations are almost endlessAs the possibilities of every person to choose a path on his journeystarting from an original design that ties each picture to a single subject

 

"Quadro da viaggio poliforme"

27 quadri intercambiabili,

tecnica mista su tela cm 7x7

Matteo Martini 2011/16

 

Questa composizione è fatta per poter essere cambiata, le combinazioni sono pressoché infinite quanto le possibilità di ogni uomo di poter scegliere un percorso nel suo viaggio

partendo da un disegno originale che lega ogni quadro ad un unico soggetto

 

Travel painting multiform "

27 interchangeable panels ,

mixed media on canvas cm 7x7

Matteo Martini 2011/16