Matteo Martini

Polimorfismo geografico

 

Marco Beretta

 

Geografia e astrazione

Che cosa può spingere un artista a trovare ispirazione nella geografia? Materia quanto mai negletta nella nostra realtà – e con risultati non proprio felici – e ritenuta dai più fonte di noia, nozionismo e pedanteria? Una prima risposta, per me ovvia, è che la geografia intesa come “scrittura” della superficie terrestre è di per sé un’arte, e le carte geografiche ne sono la testimonianza lampante. Mappe, portolani, carte celesti ecc. – ossia rappresentazioni simboliche della realtà, affidate al gioco di forme, colori e toni di colore – a ben guardare non sono forse opere d’arte “astratta”?

Matteo Martini appartiene evidentemente a quella ristretta cerchia di fini intenditori, che si sono lasciati catturare dal piacere della geografia, che hanno osservato – magari per la prima volta nella loro vita – un atlante con occhi affascinati dai multiformi spazi terrestri. Avrà forse inteso anche lui il senso di quel cimento rappresentativo? Avrà percorso quei territori, in un viaggio da fermi che solo le carte geografiche assicurano alle menti aperte e curiose?

Me lo immagino intento a seguire con gli occhi tortuose linee costiere, penetrare in golfi e perdersi tra arcipelaghi, isole, masse continentali che si sfiorano o si allontanano drasticamente, lasciando allo spazio “vuoto” del mare il compito di suggerire altri territori abissali. Lo vedo aggirarsi nel labirinto dei toponimi e restare attonito laddove questi si diradano fino a scomparire, lasciando intuire l’ignoto…

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Spazio Officina, CHIASSO (SVIZZERA)

DAL 12 NOVEMBRE ALL’8 DICEMBRE 2016

 

LA MOSTRA DONAZIONI I

PERCORSI DELLA CREATIVITÀ

DAL NOVECENTO AL NUOVO MILLENNIO

 

L’esposizione traccia dei “Percorsi” dall’inizio del Novecento fino a oggi attraverso una selezione di grafiche, dipinti, opere materiche, collage e libri d’artista donati da grandi maestri, giovani talenti e filantropi a partire dal 2010 e confluiti nella collezione del museo.

 

 

La mostra d’arte “Confini in-definiti | Un-defined borders”, dell’artista Matteo Martini,

che si terrà dal 16 al 26 aprile 2016 presso la sala espositiva di via Matteotti 79, a Castel San Pietro Terme (Bo), orari tutti i giorni dalle 14.00 alle 20.00

 

prevede l’esposizione di numerose opere in vari formati, dai piccoli bozzetti a una carta dipinta di 2 x 4 metri. Verranno anche esposte opere di incisione e piccoli ritratti, tutto rigorosamente su supporto cartaceo.

 

Sarà possibile inoltre seguire il processo di lavorazione dell’artista

su opere “in progress” grazie a un estemporaneo

“angolo di lavoro” allestito per l’occasione.

in occasione di ArteFiera 2016.LabStore, lo show room della Libera Università delle Arti, quest'anno ospiterà artisti milanesi che per diversi motivi hanno avuto un contatto stretto con Bologna. MIBO è una mostra d'arte all'insegna del grande formato: Matteo Martini presenterà le sue carte geografiche immaginarie "Confini in-definiti" in grande formato (con opera inedita su carta, di 4 metri per 2 dal nome "Polimorfismo geografico", inchiostri colorati, tempera e china su carta)

LabStore L.UN.A. dal 29 gennaio al 1 febbraio 2016

 

inaugurazione 29 gennaio ore 18.30

sabato 30 gennaio dalle 10.00 alle 1.30

domenica 31 gennaio dalle 10.00 alle 21.00Lunedì 1

Febbraio dalle 10.00 alle 12.30

 

Confini in-definiti I Un-defined borders, is the result of a research on the sign, as a theme that I believe is necessary for a visual introspective dialogue.  It is a diary in which every instinctive gesture merges with the definition of the contours, through a technique that is close to writing.  There is, as a result, the will to put a stop to casualness and petrify it, so that it will make sense.  The movement, that I appropriate in my own work, is fixed with Indian ink and the nib of a pen,  delimiting the coloured ink that I have traced with a brush.  I often get the feeling that this free sign, thus delimited, is trying to free itself at all costs, by forcefully pounding its contour; this provokes a visual reaction, a fragmentation, as in a chemical reaction. The sign follows processes of affirmation, cancellation and affirmation of that which has been cancelled - these are the layers of a written inquiry.

 

Officina Coviello Milano 12/12/2015 - 5/1/2016

Un-defined borders 2015

ink and china on paper 134x95 cm

LOMELLINA ON MY MIND Sabato 30 novembre 2013

“Lomellina on my mind” di Matteo Martini è il frutto di un intenso e intimo dialogo tra artista e paesaggio nato in occasione di un incontro con Rosso Lirico, libero centro cultural rurale di Celpenchio (PV): una Lomellina così interpretata e resa su tela non si era mai vista, opera unica nel suo genere.

Si tratta di una tela lunga venti metri (per 40 cm di altezza) che, nel corso della serata, verrà tagliata e venduta a 100 euro al metro.

Lomellina on my mind” è la visione innamorata di un artista che viene dalla grande città, il cui occhio vede ciò che ai più è divenuto invisibile.

Una nota sulla tecnica adottata: dapprima una traccia riportata su tela con pennarello indelebile, poi dipinta a pennello con i mordenti diluiti ad acqua, bianco d’uovo e con l’uso in fine di candeggina per far risaltare le zone in luce ottenendo una colorazione monocromatica in molteplici gradazioni.

Nel corso della serata si avvicenderanno:

 un reading di poesie di Matteo Martini, a cura di Michelangelo Coviello

conduce: Roberto Melogli attore

e performance dei musicisti Pierantonio Gallesi e Cinzia Bauci di Rosso Lirico

 

Arci Milan Noeuva Via Pascoli 4 Milano